Tornare alla vecchia normalità, pensando a Montale

29.06.2020

Faccio ancora fatica ad abituarmi a questa nuova normalità. Non svolgo più l'attività di leva civica da ormai due mesi e mi dispiace molto. Le mie giornate nell'ultimo periodo sono totalmente cambiate e la monotonia che questa quarantena ha inevitabilmente portato comincia a diventare insopportabile. Credo che questo però mi abbia spinto a riflettere su quali siano le cose veramente importanti nella mia vita, mi ha permesso di ricostruire un legame solido con la mia famiglia, di ritrovare la complicità con mia sorella, di riscoprire il piacere di leggere, di studiare, e di apprezzare quella routine che fino a due mesi fa mi sembrava stancante, ma che ora rimpiango moltissimo. Per rappresentare il modo in cui sto vivendo questo periodo ho scelto la poesia "Meriggiare pallido e assorto" di Eugenio Montale, una lirica dove l'autore esprime la sofferenza di vivere in uno spazio senza tempo, totalmente isolato dalla realtà, dal quale però riesce a scorgere uno spiraglio di mare, che per me rappresenta la mia vecchia normalità alla quale non vedo l'ora di ritornare. 

 

Francesca

 

 

 

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