Living Land : il punto sul progetto

20.02.2017

Rispondere in maniera flessibile ed efficace ai bisogni delle persone anziane, offrire spazi ed opportunità ai giovani che si affacciano alla vita adulta e costruire un nuovo welfare condiviso per il bene comune: questi i principi con cui Living Land inaugurò il proprio triennio di attività nel maggio 2015.

A poco più di un anno dall’avvio del progetto, i 67 enti della rete di Living Land si sono dati appuntamento il 31 gennaio presso la Casa Sul Pozzo di Lecco per la “Giornata Seminariale di Living Land”, un’occasione in cui è stato possibile tirare le somme sul lavoro fatto finora e sui risultati raggiunti, ma soprattutto interrogarsi sugli spazi e le modalità d’azione future.

Il progetto Living Land ha rappresentato sino a oggi un soggetto in controtendenza rispetto alle più diffuse dinamiche macro poiché, ha prediletto una modalità d’azione e una visione del welfare orientata alla comunità e alla territorialità. Il tratto distintivo del progetto è stato altresì contraddistinto dalla partecipazione di imprese, enti pubblici, aziende e cittadini: protagonisti che hanno contribuito alla crescita del progetto sia in termini di competenze che di risorse. Il progetto, finanziato per metà da Fondazione Cariplo, ha attivato molteplici strumenti utili non solo a far conoscere e diffondere le azioni di Living Land, ma anche trovare risorse economiche per sostenere le proprie azioni.

 

L’attivazione del Fondo Living Land, in collaborazione con la Fondazione comunitaria del Lecchese, ha consentito sino ad oggi di raccogliere 750.000 €, provenienti da enti pubblici, imprese, associazioni, cooperative e cittadini.

Il coinvolgimento attivo della comunità e la compartecipazione anche economica del territorio sono elementi di innovazione apprezzati e sostenuti dai Comuni della provincia - come ribadito gli amministratori locali che hanno preso parte alla giornata seminariale quale occasione di confronto sul futuro del welfare.

 

Ad un anno e mezzo dall’avvio, la rete di Living Land guarda ai risultati raggiunti per rileggere l’esperienza al fine di poter iniziare a trarne indicazioni di policy: la modalità sperimentata da Living Land rappresenta la direzione verso cui si orienterà il welfare lecchese nel prossimo futuro? Se la costruzione del welfare di domani vede la partecipazione di più soggetti, quali sono e quali saranno le modalità per mantenere, rafforzare e valorizzare il dialogo con queste realtà? Come si riorienterà la programmazione dei servizi sociali alla luce della sperimentazione di Living Land? Questi, tra i tanti, gli spunti di riflessione emersi e sollevati da chi, come Padre Angelo Cupini, vede in Living Land non solo una fortunata sperimentazione nel tessuto sociale lecchese ma una nuova “modalità messa in campo dal territorio per rispondere ad un traghettamento della storia”. Living Land ha consentito di avviare un percorso di evoluzione, da un welfare basato sull’erogazione di sevizi, ad uno basato sulla co-costruzione di azioni, di relazioni di prossimità e su una comunità che vive.

Per il 2017 e il 2018 Living Land intende proseguire questo percorso e stimolare una maggiore partecipazione dei soggetti della rete così come dei cittadini al fine di migliorare il benessere locale e promuovere la cultura della

 

sperando che questo possa portare ad un “salto di qualità” nella produzione di welfare.

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